Amalfi si raggiunge dalle Terme dello Scrajo dopo un viaggio in auto di circa un’ ora sulla statale 163. L’andirivieni caotico dei turisti nel centro ed il silenzio surreale degli stretti vicoli che lo circondano, le raffinate architetture del monumentale e simbolico Duomo di Amalfi e la semplicità immutata delle casette bianche raggruppate ai piedi dei Monti Lattari: Amalfi, anima storica della costiera a cui da il nome, è una perfetta quanto rara fusione di magnificenza ed essenzialità. Un tempo fiorente porto commerciale e potente flotta militare, svela ancora oggi, nelle architetture e nei colori, le forti influenze mediterranee, ed arabe in particolare, che nei secoli hanno nutrito le sue radici. Attraverso l’antica Porta della Marina si accede alla Piazza del Duomo di Amalfi, cuore della città. Entrando nella piazza si resta senza fiato per la bellezza e l’imponenza della Cattedrale di Sant’Andrea: lo sguardo si perde rincorrendo le perfette geometrie dei marmi policromi che decorano la facciata, mentre i portici che la circondano, misteriosi e suggestivi, invitano all’ingresso. Con la sua spettacolare scalinata di cinquantasette gradini, la Cattedrale domina la piazza principale di Amalfi: è un grandioso complesso architettonico costituito da due basiliche comunicanti, dalla cripta inferiore, dal campanile, dall’atrio d’ingresso e dal Chiostro del Paradiso. L’impianto originario risale con certezza al IX secolo e corrisponde alla basilica settentrionale con l’ingresso ad ovest e l’altare ad est. Questa chiesa paleocristiana dedicata alla Vergine Assunta fu radicalmente trasformata nel corsoi dei secoli: alla fine del X secolo, accanto, fu edificata per volontà del duca Amalfi Monsone I una nuova chiesa romanica a tre navate in titolata a Sant’Andrea. Questo complesso fu poi ampliato con la costruzione della cripta e dell’atrio cui seguì, tra il 1180 ed il 1268, il campanile ed il Chiostro del Paradiso: cimitero dei nobili della città. Nel 1728 fu costruita l’attuale scala d’accesso. In un lato della Piazza del Duomo di Amalfi si trova la barocca Fontana di Sant’Andrea, detta anche del Popolo, al cui centro si erge la figura del santo mentre l’acqua zampilla dalle mammelle di quattro sirene. Tradizione millenaria, ad Amalfi, è quella della produzione della carta, divenuta ormai anche un’attrazione turistica. Il primo marchio di filigrana è datato 1376. Nel Settecento la “bambagina” era prodotta in sedici cartiere dislocate nelle cosiddetta Valle dei Mulini. Qui, in una cartiera del XV secolo, è oggi allestito il Museo della Carta: in mostra ci sono fotografie e stampe d’epoca, libri, manoscritti ed incisioni mentre, al piano terra, si conservano le ruote ad energia idraulica, le presse, i magli di legno ed i telai restaurati. Dal 1853, nella prima Domenica di Giugno, si svolge la Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare: a turno nelle città di Amalfi, Pisa, Venezia e Genova. Il galeone di Amalfi è contraddistinto, a prua, da una polena di legno raffigurante un cavallo alato. Ciascuna imbarcazione ha un equipaggio di otto rematori ed un timoniere e riproduce le fattezze delle barche d’epoca. Oltre che di storia Amalfi è ricca anche sotto il profilo paesaggistico tanto che la sua costa è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Fonte di attrazione turistica è un cotesto paesaggistico d’incommensurabile bellezza, caratterizzato da una costa alta e frastagliata ricca d’insenature e piccoli fiordi, da spiagge che vi si intervallano e da un mare trasparente e incontaminato che in alcuni casi, come nella Grotta dello Smeraldo, complice la rifrazione della luce solare, assume i toni del verde smeraldo.

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